Come si costruisce una casa che resiste agli incendi?

Sappiamo tutti quanto sia fondamentale il pieno rispetto delle norme antincendio durante la costruzione di nuovi edifici o la ristrutturazione di quelli esistenti. Costruire una casa che resiste agli incendi è essenziale.

Su quest’ultimo aspetto si stanno concentrando le preoccupazioni dei tanti cittadini che stanno ricorrendo al bonus 110%, per il quale uno degli interventi trainanti è la costruzione del cosiddetto “cappotto termico”, un rivestimento isolante che si applica sulla facciata per impedire la dispersione di calore e migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio. E’ importante che il cappotto termico sia fatto a regola d’arte e che non crei pericoli di nessun tipo.

 

 E’ IMPORTANTE COSTRUIRE I CAPPOTTI TERMICI IN MANIERA CORRETTA

Su questo tema abbiamo intervistato Fabio Borgianni, ingegnere che si è occupato anche della nuova costruzione Breme 26 a Milano. “La problematica degli incendi legati al rivestimento delle facciate era venuta alla luce già nel 2017, dopo l’incendio scoppiato a Londra nella Grenfell Tower”, spiega l’ingegner Borgianni.

   “In quel caso a prendere fuoco era stato proprio il materiale isolante usato sulla facciata per contenere i consumi energetici: il rivestimento si era incendiato e le fiamme si erano velocemente diffuse. A seguito di quel tragico episodio c’è stata una crescente attenzione al tema: di fatto tutti i materiali attualmente utilizzati per la realizzazione dei cappotti termici non permettono la propagazione della fiamma. Si tratta in genere di materiali plastici che a contatto con il calore si sciolgono ma non propagano le fiamme”.  Per i cappotti termici si parla quasi sempre di polistirene o poliuretano, materiali non incombustibili, che secondo la normativa vigente vanno protetti da appositi rivestimenti – come laterizi o semplice intonaco cementizio – in modo da evitare il propagarsi delle fiamme.

 

MATERIALI DI ULTIMA GENERAZIONE 

“La funzione del cappotto termico è coibentare il fabbricato: questo rivestimento viene collocato all’esterno in modo che la temperatura non scenda mai sotto lo zero”, aggiunge Borgianni . “In base alle normative attuali ci sono diversi materiali che possono essere utilizzati: normalmente si adopera polistirene espanso, che può essere additivato con la grafite, come prevedono le ultime novità tecnologiche, per garantire un’efficienza ancora più elevata”. Il pannello, “con uno spessore di almeno 14 centimetri, viene applicato sulla parete con un collante e tasselli appositi, poi viene rasato per renderlo più resistente. Inoltre, il materiale del polistirene con grafite è autoestinguente, sulla base delle richieste introdotte dopo l’incidente di Londra”, precisa Borgianni.

 

REGOLE PRECISE PER LE NUOVE COSTRUZIONI

Le norme vigenti, che risalgono a gennaio 2019,  prevedono infatti precise regole per la realizzazione dei cappotti termici sugli edifici di nuova costruzione o per i rifacimenti di facciata superiori al 50%: le regole sono obbligatorie per gli edifici civili con altezza antincendio superiore ai 12 metri, mentre sono fortemente raccomandate per gli altri. Un esempio di applicazione di queste regole anti-incendio si può trovare nella nuova costruzione che sta sorgendo in via Ludovico Di Breme 26, zona Portello-Certosa, nel rispetto delle più avanzate normative di costruzione. “Si tratta di una palazzina residenziale su più livelli, con due vani scale, per un totale di circa una quarantina di appartamenti”, osserva l’ingegnere Borgianni. “La costruzione viene realizzata nel segno della massima efficienza energetica – la classe sarà A3 e A4 – e nel pieno rispetto delle norme sotto il profilo della protezione dagli incendi”.

Chi decide di vivere nella nuova costruzione Breme 26 fa un investimento importante in sicurezza: nessun rischio di incendi e materiali di nuova generazione.

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